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sabato 13 giugno 2015

The Three Rioters e gli enoscontri impossibili: Premier Cru "La Bossiere" 2006 Domaine Harmand-Geoffroy vs Grand Cru Chambertin-Clos de Bèze 2002 Domaine Prieuré Roch.



Si narra che tre amici, che svolgono differenti lavori (un avvocato, un medico e un dirigente d'azienda) ma uniti da unica passione (quella per il vino), siano soliti incontrarsi in enoteca una volta a settimana. 
L'incontro non avviene in un giorno prestabilito né ad un orario preciso, l'unica costanza è l'apertura di gran belle bottiglie; anche il tema dell'incontro è variabile... a volte decidono di limitarsi ad una precisa area vitivinicola, altre di fare miniverticali di un determinato vino; capita anche (a dir la verità, piuttosto spesso) che diano fondo alle loro cantine private portando bottiglie coperte e divertendosi così a fare una degustazione alla "cieca" oppure, come in questo caso, ad organizzare epici enoscontri.


Qualche settimana fa, nella fresca cantina de "I Sapori della Tradizione", The Three Rioters hanno organizzato un enoscontro biblico che ha visto da un lato, nelle vesti di Davide, il Gevrey-Chambertin 1er Cru "La Bossiere" Monopole 2006 Domaine Harmand-Geoffroy e dall'altro, nelle vesti di Golia, il Grand Cru Chambertin-Clos de Bèze 2002 Domaine Prieuré Roch.


Campo di battaglia: un piatto di mezzanelli con sugo di pollo ruspante alla cacciatora sapientemente preparato dalla chef resident Raffaela Verde.


"La Bossiere" è un piccolo vigneto di appena mezzo ettaro (si tratta del più piccolo Premier Cru a Gevrey) situato dove sono le vigne più alte del comune e di esclusiva proprietà del Domaine Harmand-Geoffroy, che lo cura senza utilizzare insetticidi e diserbanti.


Il Chambertin-Clos de Bèze non ha bisogno di presentazioni e, per intenderci, le bottiglie di questo Grand Cru costano anche una decina di volte in più rispetto a quelle del Premier Cru "La Bossiere".


Al naso il Clos de Bèze era di una complessità mostruosa, un vero concentrato di spezie... pensate un qualsiasi sentore e lo avreste ritrovato in quel bicchiere! Note terrose e di carruba si alternavano su un sottofondo balsamico; emergevano poi cenni di goudron e fiori secchi… sentori di china si facevano strada a bottiglia ormai quasi vuota.
A questo turbinio di profumi, il 1er Cru "La Bossiere" rispondeva in maniera gentile, più pacata... ma ammaliante! Sentori di fiori secchi si insinuavano nelle nostre narici sospinti da un soffio mentolato e attorniati da note di spezie e pietrisco di ruscello... servito alla cieca avrei detto si trattasse di un Volnay!

Al gusto il Clos de Bèze ha dato sfoggio della sua struttura; il sorso era pieno e succoso ma nulla a che vedere con la disarmante e squisita eleganza del 1er Cru "La Bossiere" che, avendo dimostrato di essere in splendida forma, ha ottenuto all'unanimità la palma della vittoria.

Il vincitore!

Buone bevute e al prossimo enoscontro!


sabato 6 giugno 2015

Morey-Saint-Denis Clos des Rosiers Monopole 2012 - Domaine Chantal Remy


Da un piccolo vigneto di soli 0,33 ettari, impiantato dove un tempo era il roseto del giardino di casa Remy, prende vita un vino di ricercata finezza ed eleganza.


Ogni anno circa 1500 bottiglie si ottengono in media da questa giovane vigna, posta a ridosso del centro abitato di Morey-Saint-Denis ed adiacente al più grande e famoso Clos des Lambrays; inoltre, nel 2012 a causa degli scarsi rendimenti in vigna (ridotti al 60%) le bottiglie prodotte ne sono state anche meno.


Questo nettare si presenta nel bicchiere di un bel colore rosso rubino con sfumature violacee; il cosmetico naso è di femminile bellezza, descritto da sentori di rosa e rossetto, violetta e cipria, cui seguono note speziate, di rovi e frutti di bosco. Dai delicati e quasi impalpabili tannini, al gusto emerge una nota cremosa che conferisce rotondità al vino ma che non ne pregiudica affatto la beva resa, tra l'altro, scorrevole dalla buona acidità.


sabato 18 aprile 2015

Probabilmente ho bevuto uno dei vini più buoni della Terra

 
Metti il naso nel bicchiere e desidereresti tuffarti dentro... uno sconvolgente turbinio di sentori ti pervade scuotendoti dal profondo.

Foto presa dal web
 
La sensazione è quella di trovarti al cospetto di una forza della natura... come quando, vedendo un'onda avvicinarsi e farsi sempre più grande, ti senti piccino ed un brivido risalire lungo la schiena ma, allo stesso tempo, sei meravigliato dalla sua potenza... una potenza non impattante ma avvolgente.

Foto presa dal web
 
Sentori di ciliegia e roccia, muschio e pepe, spezie orientali e pelliccia... una sensazione quasi tattile accarezza il tuo naso come la seta; note di cardamomo e cioccolato al peperoncino, cenni rôti su un sottofondo balsamico e mentolato.
 
 
Chiudi gli occhi e ricorda quando passeggiavi nel bosco dopo un acquazzone estivo, quando nel primo pomeriggio sulle cime degli alberi troneggiava il caldo sole d'agosto e nei sentieri l'ombra umida del sottobosco.

 
Immagina un qualsiasi profumo... e lo troverai sicuramente in questo vino, tanto eloquente da ammutolire il Vosne-Romanée seduto a fianco.

Incenso, olive nere, scorza di arancia rossa ed erbe secche emergono poi nell'ultimo bicchiere.

All'assaggio è un'esplosione! Un boato di un'intensità stratosferica che ti impone di aprire la bocca come quasi il vino reclamasse più spazio.
Succoso, gustoso, imbrattante... ma, allo stesso tempo, elegante e con una persistenza così lunga che rende vana ogni possibilità di poterlo dimenticare.

Il tappo dai sentori di caffè
 
Ha più di dodici anni e sembra un giovanotto!

Si tratta del Grands Echezeaux 2002 Domaine Gros Frere et Soeur... Uno di quei vini che una volta bevuti ti fa sentire un uomo migliore.

 
P.S.: Di questo vino mi fa impazzire anche l'etichetta con il cratere di simposiaca memoria.

sabato 4 aprile 2015

Questa volta quale vino ho abbinato al casatiello?

E, venuto lo juorno destenato, oh bene mio: che mazzecatorio e che bazzara che se facette! Da dove vennero tante pastiere e casatielle? Dove li sottestate e le porpette? Dove li maccarune e graviuole? Tanto che nce poteva magnare n'asserceto formato. (Giambattista Basile, La gatta Cenerentola)

Casatiello - Enopanetteria "I Sapori della Tradizione"

Arrivano le festività pasquali... giorni in cui a prendere il sopravvento nella dieta dei napoletani è il casatiello!

Torta rustica fatta seguendo la stessa preparazione del tortano, da quest'ultimo il casatiello se ne differenzia in quanto le uova invece di metterle sode e a pezzettini nell'impasto, si mettono sopra crude e fermate da striscioline di pasta incrociate (verranno poi cotte insieme al rustico). 
Una vera goduria gastronomica!

Come vino in abbinamento, volendo rimanere in ambito regionale, sono solito scegliere un Piedirosso dei Campi Flegrei... tuttavia, questa volta la curiosità mi ha spinto verso un rosso di Borgogna, nello specifico un Hautes-Côtes de Nuits 2013 di Gilbert et Christine Felettig.


Vino dal colore rosso rubino di bella luminosità e trasparenza, presenta al naso profumi freschi, fruttati e floreali, note agrumate e di sottobosco... cenni di erbe essiccate e cespuglio a bicchiere vuoto. Succoso all'assaggio, mostra grande freschezza e sapidità, tannini delicati e buona persistenza.

Potrei nel complesso definirlo un vino "immediato" perché ha caratteristiche tali da farsi piacere subito sia all'olfatto sia al gusto; ma non è affatto banale (anzi!), perché alle sue doti di immediatezza si affiancano un corredo di sfumature olfattive e una certa profondità gustativa che lo rendono davvero interessante.

Vino di bevibilità e gastronomicità assoluta! Mitico in abbinamento al casatiello.

P.S.: Sull'etichetta dovrebbe essere riportata un'avvertenza: "Rischio di bevuta smodata!!!"

Auguri a Tutti per una felice e gustosa Pasqua!


sabato 21 marzo 2015

Bonnes Mares... la forza di un Grand Cru di Borgogna!


Questa settimana "The Three Rioters" si sono deliziati con un rosso dalla persistenza infinita!

Si tratta del Grand Cru Bonnes Mares 2006 Domaine Bart.

Il tappo è praticamente integro, quasi nuovo, nonostante i suoi 9 anni.

Lo versiamo nel bicchiere ed inizia subito a far scintille... sentori di frutti di bosco, legno nobile aromatico, fiori, spezie orientali e ghisa si intrecciano tra di loro su un sottofondo balsamico.
Emergono poi cenni di caffè, tabacco, cacao e china.


Al gusto è un qualcosa di portentoso!
Una grande pienezza e persistenza caratterizzano il sorso... una bevuta che non è pesante ma gustosa, una potenza equilibrata ma capace di spazzare via qualsiasi cosa.
Una lunghezza aromatica e gustativa infinita, incredibile... da gustare!


P.S.: Per la cronaca l'altro vino assaggiato era uno Chambolle-Musigny 2009 Domaine Marchand-Grillot... che, preso singolarmente non era affatto male (forse un po' caldo), ma quel giorno (come in un concerto rock) ha fatto da spalla al Grand Cru.

mercoledì 25 febbraio 2015

The Three Rioters e l'enoindovinello borgognone


Si narra che tre amici, che svolgono differenti lavori (un avvocato, un medico e un dirigente d'azienda) ma uniti da unica passione (quella per il vino), siano soliti incontrarsi in enoteca una volta a settimana.
L'incontro non avviene in un giorno prestabilito né ad un orario preciso, l'unica costanza è l'apertura di gran belle bottiglie; anche il tema dell'incontro è variabile... a volte decidono di limitarsi ad una precisa area vitivinicola, altre di fare miniverticali di un determinato vino, capita anche (a dir la verità, piuttosto spesso) che diano fondo alle loro cantine private portando bottiglie coperte e divertendosi così a fare una degustazione alla "cieca".  

L'eno-incontro di questa settimana ha visto protagonista due bottiglie (che chiameremo "campione 1" e "campione 2"). 


Gli amici sapevano solo che le bottiglie in questione contenevano due vini rossi di Borgogna, uno dei quali era il Clos de la Roche 2008 di Gérard Raphet (un Grand Cru di Morey-Saint-Denis, comune della Côte de Nuits situato tra Chambolle-Musigny e Gevrey-Chambertin).
Il divertimento per loro stava non solo nell'indovinare quale bottiglia celava questo Grand Cru ma soprattutto nell'assaggiarle e commentarne le differenze.


Provo ora a rivolgere l'enoindovinello a chi ne ha voglia!

Ecco come i due vini si presentavano nel bicchiere...

"campione 1" e "campione 2"

Nel caso non si veda bene la foto... sappiate che il "campione 1" presentava un colore più scarico del "campione 2".

Passiamo ora all'esame olfattivo!
Il "campione 1" aveva un naso elegantissimo, dai toni autunnali; intrigava, magnetizzava con i suoi lievi sentori; emergevano spezie orientali, legno e petalo di rosa, agrumi, ciliegia, una leggera affumicatura che rimandava quasi alla torba; cenni di caffè al ginseng a bicchiere vuoto.
Il "campione 2" mostrava un naso più intenso, anch'esso bellissimo, di grande florealità, con una frutta rossa più matura attorniata da sentori di spezie dolci su un lieve sottofondo balsamico; emergevano infine note di sottobosco e di erbe essiccate.

L'esame gustativo!
Il "campione 1" era di una beva eccezionale, se ne potrebbero bere litri e poi desiderarne ancora! Il vino sfilava in bocca con eleganza, leggerezza (anzi no... leggiadria), i tannini erano sfumati e il finale con ritorni di ciliegia e rosa. In una parola "poetico".
Il "campione 2" mostrava tannini più presenti ma vellutati, una maggior struttura e sapidità, un nerbo maggiore ma che non pregiudicava affatto la beva... un'eleganza maschile!

Dulcis in fundo... l'esame gastronomico!


Con il cibo (abbinamento in foto... mica fessi gli amici!) il "campione 2" ha dato di più!

Questi gli elementi a disposizione!
Mi scuso se non sono riuscito a descriverveli meglio... purtroppo o per mia fortuna, i vini sono più bravo a berli che a recensirli.
Ora tocca a Voi! Sotto con le risposte! ... A proposito, secondo Voi, quale è l'altro vino?


domenica 9 novembre 2014

Emmanuel Rouget

Nella Côte d'Or Emmanuel Rouget, insieme ai figli Guillaume e Nicolas, continua il lavoro del suo maestro e zio Henri Jayer, venuto a mancare nel 2006 e considerato "le Pape des vignerons" per l'influenza che ha avuto sulla viticoltura ed enologia borgognona.
Fedele agli insegnamenti dello zio, nei suoi 7,5 ettari di vigneto Emmanuel non ricorre a pesticidi e ottiene bassi rendimenti per ettaro; in cantina opera la macerazione pre-fermentativa a freddo per evitare fermentazioni spontanee e donare maggiore profumo e colore ai suoi vini, che non sono sottoposti a filtrazioni e maturano per la maggior parte in barrique nuove di rovere: in particolare, il Bourgogne Rouge matura in barrique vecchie di un anno, il Vosne-Romanée in barrique nuove per il 50%, mentre  il Savigny-lès-Beaune, il Nuits-St-Georges e i Cru in sole barrique nuove.


Bourgogne Hautes-Côtes de Beaune 2009
Chardonnay. 13%
Dal colore giallo paglierino carico, presenta al naso sentori minerali e di fiori di campo, note di spezie dolci e di agrumi, cenni di frutta a polpa gialla. Trionfale all'assaggio, di grande e bella persistenza.
Marzo 2014. 33 euro. 94/100


Bourgogne 2011
Pinot Nero. 12,5%
Dal colore rosso purpureo e di bellissima trasparenza, si presenta al naso con sentori floreali, di rosa e di lavanda, note di ciliegia, sottobosco e humus, cenni di cera su un lieve sottofondo fumé. Bocca piena, potente ed equilibrata, con tannini presenti ma vellutati, di grande persistenza con buona corrispondenza naso bocca e sottili aromi agrumati. Un vino elegantissimo e di estrema bevibilità.
Ottobre 2014. €€€€. 93/100

 


Vosne-Romanée 1998
Pinot Nero
Dal luminoso colore granato, presenta un naso pervaso da sentori di ciliegia selvatica incorniciati da sottili note fumé; si insinuano poi sfumature floreali, che si fanno man mano più preponderanti fino a dominare uno spettro olfattivo puntinato da note silvestri.
Di grandissima eleganza è al gusto... suadente, educato... una carezza.
Marzo 2016. €€€€€. 96/100

 




martedì 4 novembre 2014

Domaine Rollin Père et Fils

Nous souhaitons être le plus "neutre" possible vis à vis de la vendange afin de permettre à nos vins de vous offrir le reflet de leur terroir. 
(Fonte: http://www.domaine-rollin.com/)

Giunti con Simon Rollin alla quarta generazione di viticoltori, il vigneto del Domaine Rollin si estende per 12 ettari (di cui 8 di proprietà) su cinque comuni della Côte de Beaune (Pernand-Vergelesses, Savigny-lès-Beaune, Échevronne, Aloxe-Corton e Chorey-lès-Beaune) e la sua produzione (di circa 60'000 bottiglie l'anno) copre ben 14 denominazioni!
In vigna è limitato il ricorso a trattamenti chimici e la raccolta delle uve è manuale. In cantina le fermentazioni avvengono con lieviti indigeni e quasi tutti i vini non subiscono processi di filtrazione.

Altre info sul sito web del Domaine; di seguito alcune mie note di assaggio:


Pernand-Vergelesses 2011
Chardonnay. Barrique di rovere francese.
Dal colore giallo paglierino con riflessi dorati, presenta un naso elegante, dove a delicati sentori minerali e di miele di zagara d'arancio si alternano note di fiori bianchi e spezie dolci. Di buona morbidezza e grande sapidità all'assaggio, mostra nel complesso un sorso equilibrato e gustoso.
Settembre 2014. 23 euro. 89/100


Pernand-Vergelesses Premier Cru Les Vergelesses 2010
Pinot Nero. Barrique di rovere francese.
Dal bel colore rosso rubino, presenta al naso soffusi sentori di ciliegia e fiori, note silvestri, di sottobosco e muschio, cenni di arancia rossa, spezie e tabacco dolce.
La beva è resa facile dalla freschezza e il sorso risulta gustoso grazie alla carezzevole sapidità.
Aprile 2014. €€€€. 89/100

domenica 28 settembre 2014

Domaine Jean et Gilles Lafouge

La famiglia di Jean e Gilles Lafouge risiede a Auxey-Duresses dalla metà del XVII secolo e loro ne rappresentano, rispettivamente, la quinta e la sesta generazione di "vigneron".
Nei 10 ettari del loro Domaine le viti sono coltivate nel rispetto del territorio, si fa un uso limitato di sostanze chimiche e la vendemmia è manuale.


Auxey-Duresses "Les Boutonniers" 2009
Chardonnay
Dal colore giallo paglierino con riflessi dorati, avvolge il naso con spiccati sentori di yogurt e latte di mandorla; si fanno poi spazio note di frutta secca ed erbe aromatiche.
All'assaggio è rotondo ma non stanca, presentando una buona corrispondenza naso-bocca e un finale che sfuma in una delicata mineralità.
Giugno 2013. €€€. 86/100


Auxey-Duresses 1er Cru "Les Ecusseaux" 2009
Pinot Nero
Dal vivace colore rosso rubino, si presenta al naso con suadenti e freschi sentori fruttati e floreali, note selvatiche e di spezie dolci.
Al gusto è di una piacevolezza e bevibilità estrema; il finale è lungo e con un ampio ritorno delle sensazioni già percepite all'olfatto.
Un vino che seduce!
Dicembre 2013. €€€. 94/100


Auxey-Duresses 1er Cru "La Chapelle" 2009
Pinot Nero
Dal colore rosso rubino piuttosto carico e con sfumature granate nell'unghia, si presenta al naso con nitidi sentori di ciliegia e note selvatiche; emergono poi cenni di menta e altre erbe aromatiche.
Di buon corpo all'assaggio e dai tannini delicati, mostra buona persistenza e corrispondenza naso-bocca; la componente alcolica è davvero ben integrata nella struttura e la beva risulta piacevole e gustosa.
Dicembre 2013. €€€. 92/100


Meursault "Les Meix-Chavaux" 2009
Chardonnay
Dal colore giallo paglierino con riflessi oro-verdolini, intriga al naso con la sua grande dinamicità: a sentori di albicocca fanno seguito accenti fumé; dopo qualche rotazione nel bicchiere vira poi su toni erbacei (menta fresca) e floreali (fiori gialli), emergono infine note caramellate.
All'assaggio la ricchezza di estratti, percepibile ma non esuberante, dona al vino un incedere elegante; di discreta morbidezza e buona sapidità, presenta un lungo finale con bei ritorni speziati e fumé.
Agosto 2013. €€€€. 90/100


Pommard 1er Cru "Les Chanlins" 2009
Pinot Nero
Dal bel colore rosso rubino, si presenta al naso con sentori floreali e di spezie orientali. Elegante all'assaggio, con tannini presenti ma vellutati... un gran bel bere!
Marzo 2014. €€€€. 92/100

domenica 10 agosto 2014

Domaine Joseph Roty

Philippe e Pierre-Jean, figli di Joseph Roty (venuto purtroppo a mancare nel 2008), rappresentano l'undicesima generazione di una famiglia che coltiva da ben 300 anni alcuni dei vigneti più antichi di Gevrey-Chambertin e Marsannay. I loro vigneti, condotti secondo i principi dell’agricoltura biologica, ospitano viti la cui età va dai 25 fino oltre i cento anni; a tal proposito, è da menzionare una piccolissima produzione chiamata “Charmes-Chambertin Très Vieilles Vignes”, ottenuta da viti di Pinot Nero piantate intorno al 1881.

Poco o nulla sono riuscito a scoprire circa la lavorazione dei vini in cantina se non che per l’affinamento vengono utilizzate barrique con alto grado di tostatura. L’assenza di un sito web dedicato al Domaine e la riservatezza della famiglia Roty nei confronti della stampa hanno reso, infatti, piuttosto difficile reperire informazioni online a riguardo.
Joseph Roty era descritto dai giornalisti come un tipo eccentrico, un "enfant terrible";  tanto che Remington Norman in The Great Domaines of Burgundy scrive: “Roty refuses to disclose what acreage he has — ‘no one but me knows the age of my wife or the extent of my vineyards … my importers will think that I am a millionaire and will want to know why there isn’t more wine.” Per anni, quindi, nessuno ha saputo quanti ettari di vigneto in realtà possedesse né la produzione totale di bottiglie l'anno... dati che ancora oggi appaiono non del tutto chiari.
Quest’alone di mistero accresce il fascino del Domaine… da scoprire con l’assaggio dei suoi grandi vini!


Marsannay Rosé 2009
Dal bel colore rosa cerasuolo con riflessi ramati, al naso mostra buona intensità e sentori quasi eterei, smaltati, come di frutta rossa (fragola e ciliegia) fusa ad alcol, su note floreali e minerali.
Al gusto è fresco e saporito, discretamente morbido e di buona persistenza, con un finale segnato da bei ritorni fruttati.
Maggio 2013. 20 euro. 83/100


Bourgogne 2010
Dal bellissimo e luminoso colore rosso porpora, si presenta al naso con vivaci sentori di ciliegia e selva; all’assaggio è succoso, di un’acidità quasi pungente e dal finale lungo con bei ritorni fruttati.
Dicembre 2013. 27 euro. 86/100


Gevrey-Chambertin 2008 
Dal bel colore rosso rubino con sfumature granato nell’unghia, presenta al naso ammalianti sentori di frutta rossa fresca, note di sottobosco e, dopo alcune rotazioni nel bicchiere, cenni di chicco di caffè.
All’assaggio è straordinario! Sento la bocca distendersi su un cuscino di velluto… appare pieno, potente e allo stesso tempo di una bevibilità goduriosa.
Aprile 2014. 45 euro. 95/100


Marsannay 2010
Si presenta nel bicchiere di un colore rosso rubino compatto e trasparente; il naso, complesso ed elegante, è un susseguirsi di profumi, si va dalle iniziali note animali ai sentori di sottobosco, dalle note di ceneri ai sentori di ciliegia, emergono poi cenni di spezie dolci (vaniglia e cannella) e di rosa macerata, richiami di tabacco dolce e candela profumata, sfumature cosmetiche e, infine, cenni di cacao.
Quasi rotondo all’assaggio, succoso, di gustosa sapidità e dai tannini delicati, persistente e con bei ritorni di ciliegia selvatica.
Un vino di sostanza ben calibrata e che si lascia bere con facilità!
Luglio 2014. 35 euro. 93/100 

giovedì 31 luglio 2014

Marsannay 2010 Domaine Joseph Roty


Tipo di Vino:             Rosso
Uve:                           Pinot Nero
Titolo alcol.:              13%
Fascia di prezzo:       35 euro
Giudizio Enoitaca:    5 anfore

Frutto di vecchie viti coltivate nella zona più settentrionale della Côte de Nuits, si presenta nel bicchiere di un colore rosso rubino compatto e trasparente; il naso, complesso ed elegante, è un susseguirsi di profumi, si va dalle iniziali note animali ai sentori di sottobosco, dalle note di ceneri ai sentori di ciliegia, emergono poi cenni di spezie dolci (vaniglia e cannella) e di rosa macerata, richiami di tabacco dolce e candela profumata, sfumature cosmetiche e, infine, cenni di cacao.
Quasi rotondo all'assaggio, succoso, di gustosa sapidità e dai tannini delicati, persistente e con bei ritorni di ciliegia selvatica.
Un vino di sostanza ben calibrata e che si lascia bere con gran facilità!

Descrizione e cenni storici del "Domaine Joseph Roty" su Burgundy-Report.

martedì 17 giugno 2014

Grand Cru Echézeaux 2002 Domaine de la Romanée-Conti


Tipo di Vino:             Rosso
Uve:                           Pinot Nero
Titolo alcol.:              13%
Fascia di prezzo:       €€€€€
Giudizio Enoitaca:    5 anfore

Dal colore rosso granato carico e trasparente, si presenta al naso con sentori animali, che lasciano poi il posto a note di olive nere e terra umida, cespuglio e rovi; emergono, infine, sentori di spezie orientali e oli essenziali, note di burro di cacao.
Gustoso e dai tannini vellutati all'assaggio, è potente e persistente.
Un vino rigoglioso, profondo e complesso... la cui emozione nel berlo è pari alla luce che brillava nei miei occhi quando, stappandolo, vedevo emergere dal collo della bottiglia il suo bellissimo tappo istoriato.


Nota: Sono passati poco più di tre anni da quando è nata Adriana, la mia prima figlia, e in quella settimana iniziai a frequentare il corso per sommelier. Per celebrare la nascita della mia seconda figlia, Angelica, ho deciso di stappare questa bottiglia... ora mi godo l'attimo, senza osare pensare a futuri progetti!

domenica 27 aprile 2014

Chablis Premier Cru Vaillons Vieilles Vignes 2010 Domaine Guy Robin & Fils


Tipo di Vino:             Bianco
Uve:                           Chardonnay
Titolo alcol.:              12,5%
Fascia di prezzo:       23 euro
Giudizio Enoitaca:    4 anfore

Dal tenue colore giallo paglierino con riflessi verdolini, si presenta al naso elegante, con delicati sentori minerali e di erbe aromatiche, note agrumate e floreali, cenni di frutta a polpa banca ancora acerba e  nespola. All'assaggio è di grandissima acidità... una lama!
Da aspettare e ristappare tra una decina d'anni!

Curiosità: Per colore e impatto olfattivo ricordava a un mio caro amico un Aligoté; abbiamo quindi stappato il 2012 di Larue... questo vino gli somigliava molto ma risultava meno complesso e, nonostante fosse più giovane, meno acido!


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